28
set
09

speriamo che (non) sia femmina

Una delle poche cose per cui non mi vergogno di essere italiano è che non ci possiamo certo definire un paese razzista. Invece tra le molteplici cose che mi infastidiscono del “bel paese” c’è lo straordinario maschilismo tipico dell’uomo italico.
Tornando un attimo sul tema razzismo, grandi passi in avanti sono stati fatti negli ultimi venti anni. Ricordo da bambino spettacoli in TV in cui si sprecavano battute rivolte a comparse di colore.
Ora, come venti anni fa, il corpo della donna è utilizzato dai media (la stessa TV, ma anche giornali, cartelloni, ecc) come merce di scambio. L’italiano medio, in cambio della visione di seni innaturali e cosce al photoshop, garantisce audience, acquisti, atti impuri.
La visione della donna oggetto è talmente entrata nella consuetudine che persino lo stesso pubblico femminile, costretto ad assistere alla mercificazione del proprio sesso, non alza minimamente la voce. Evidentemente sono ben lontani i tempi dei movimenti femministi, cancellati con un colpo di spugna dall’avvento di “Drive In” e di “Colpo Grosso”.
Mi preme sottolineare che nella mia critica metto sullo stesso piano il maschio che propone il modello di donna oggetto e la femmina che scende a compromessi in cambio di visibilità; entrambi contribuiscono in egual misura a perpetrare questo scempio.
Se è vero che una nazione ha i politici che si merita, è fin troppo semplice spostare l’attenzione sul nostro Presidente del Consiglio. La maschera di marito impeccabile e politico illuminato sulle “quote rosa” è caduta: la candidatura di attricette sue concubine ha fatto perdere la pazienza definitivamente a Veronica e, contemporaneamente, ha aperto il dibattito sulla sua vita privata. C’è chi lo definisce solo gossip e può darsi che abbia ragione, sicuramente chi ha voluto andare a fondo sulla questione ha visto uno scorcio di Rinascimento con le cortigiane che si affannano a soddisfare il nobile di turno in cambio di qualche favore.
Purtroppo per quelle, nel Rinascimento, non esisteva il Ministero per le Pari Opportunità.


4 Risposte a “speriamo che (non) sia femmina”


  1. settembre 29, 2009 alle 12:17 pm

    Sono pienamente d’accordo con te! Ieri sera su la 7 c’era un dibattito su questa cosa…

  2. 2 place
    settembre 29, 2009 alle 12:31 pm

    Ho visto anche io LA7 ieri sera e mi ha dato lo spunto per scrivere riguardo un argomento su cui già pensavo di dire la mia. Grazie del commento!

  3. settembre 29, 2009 alle 4:00 pm

    Dico anche io la mia e, come al solito, temo sarò politically scorrect.
    1- il nostro non è un paese razzista. Vero. Però può diventarlo. Il razzismo è culturale e da noi non si sta facendo più nulla per educare le nuove generazioni all’idea che sia sbagliato. Anzi, ci stiamo muovendo proprio in direzione opposta, con una deriva secondo cui la colpa di tutti i problemi del paese arriva da fuori. Questo è grave perchè se oggi i razzisti in italia sono effettivamente pochi, non spingerli a desistere, ma anzi fare campagna loro pro non può che aggravare il problema e se pensi che, per quanto minoranze, a Roma ormai episodi di intolleranza raziale sono quasi quotidianità forse dovremmo prendere dei provvedimenti.
    2- le donne. Anche qui è un problema culturale. Le nuove generazioni crescono con la prova evidente che fare i pompini porta solo benefici. Di esempi conclamati è piena l’italia: Gelmini e Carfagna al governo, Yespica, Santaguida e Gregoracci in tv sono solo i primi nomi che mi vengono in mente e di cui ci sono delle prove a carico. Instaurare questo tipo di immagine è, a mio avviso, tremendamente peggio che fare ascolti con tette e culi. Come da molto tempo quindi, le femministe si occupano dei problemi sbagliati. Io non mi incazzo se in TV vanno avanti solo le fighissime che si prestano a mostrare centimetri di pelle, perchè il loro lavoro è quello e se ci mettessimo a fare il gioco di “non è giusto che le attrici e le modelle siano tutte belle” trasformiamo una causa giusta in invidia personale. Mi incazzo quando far vedere le cosce passa da ultima spiaggia per le ragazze troppo idiote per fare altro, a prima scelta di ogni fanciulla sopra i dieci anni. Mi incazzo quando far vedere le cosce diventa metro di valutazione per lavori che con le cosce non c’entrano. Divento una iena, però, quando le femministe pensano alle veline invece che alle donne, che ancora oggi non vengono assunte se a “rischio maternità”.


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